Seo per Professionisti e PMI: Mindset

Seo per Professionisti e PMI Mindset

Dalla mia esperienza, ho selezionato qualche domanda, ed ho risposto brevemente nell’intento di spiegare la mia SEO, quella per le Microimprese locali.

Tre appuntamenti previsti: Content, Mindset e Strategia. Oggi tocca al Mindset!

  1. Si dice che la SEO trovi sempre meno terreno, perché farla?
  2. Qual è un buon approccio da Consulente verso la SEO?
  3. Qual è la base di partenza per una buon Progetto SEO?
  4. Come si possono contrastare i grossi Player nella vendita online?
  5. Nella SEO, qual è il tuo rapporto con il Tempo?
  6. Come interpretare le oscillazioni di posizionamento in SERP?
  7. Quando vedi un sito brutto e vecchio in cima rispetto al tuo, cosa pensi?

Si dice che la SEO trovi sempre meno terreno, perché farla?

Ci sono un sacco di opportunità tra le pagine dei risultati di ricerca, soprattutto per quelle piccole aziende che sanno davvero intercettare le necessità del proprio pubblico. Vero è che la competitività in certi settori è diventata molto alta e nelle città più grandi questo si soffre parecchio. Molti player aggrediscono la pagina dei risultati anche con annunci molto aggressivi. Utilizzare la SEO come unico canale di visibilità è un errore, salvo per poche eccezioni ed alcuni settori noti. La SEO andrebbe quasi sempre utilizzata in apporto ad altri canali di inbound funzionali alla strategia.

Allora perché fare ancora SEO? Perché per quanto l’organico sia fuori dal controllo di imprenditori e consulenti, si fa sul sito Web dell’azienda; e il sito Web dell’azienda resta pur sempre e comunque l’unica piattaforma di proprietà e di identità sulla quale possiamo presidiare anche un minimo circa la reputazione dell’impresa e relative attività promozionali, specie quando si chiudono tutti gli altri rubinetti dell’Adv o di piattaforme esterne quali Facebook, etc… senza contare il poco controllo che abbiamo anche su portali noti, per citarne uno Trip Advisor; non possiamo delegare solo offsite la nostra identità.

Qual è un buon approccio da Consulente verso la SEO?

Difficile dirlo senza conoscere il progetto nello specifico, si dovrebbe usare un approccio olistico ma in realtà non è così, perché in alcuni casi è senza dubbio meglio adottare un approccio verticale. Per non sbagliare mi ripeto sempre di non dimenticare di essere noi stessi consumatori e utenti in cerca di risposte e soluzioni, sapremo guardare ai progetti che realizziamo con l’umiltà necessaria a renderli migliori, ancor prima di ricorrere a chissà quali fantomatiche tecniche segrete che oggi come oggi non garantiscono risultati, soprattutto nel lungo periodo.

Qual è la base di partenza per una buon progetto SEO?

Tutti i progetti che ho curato e che hanno funzionato, anche con una sola persona alle spalle, sono quelli che avevano una buona base già offline. Conoscenza del settore, dei propri clienti, dei processi di gestione dell’attività e dell’ottimizzazione delle risorse. Andare online con queste premesse alleggerisce di molto il compito di un consulente. Un business ben consolidato offline offre molte possibilità di monetizzare se la domanda è compatibile anche online. Questa per me è la base di partenza per un buon progetto SEO. Fino ad oggi non ho mai accettato un lavoro la cui piccola impresa non spiccasse per una o più qualità intrinseche.

Come si possono contrastare i grossi Player nella vendita online? 

L’unico modo in cui è possibile contrastare i big player è quello di competere nei punti in cui loro sono deboli. Nei piccoli business, anche locali, questo è fattibile partendo dalla cura della qualità della relazione, soprattutto accorciando le distanze che ci sono tra interlocutore e utente. Ricreando quella fiducia tipica che hanno le persone offline quando si rivolgono al proprio interlocutore di fiducia senza ricorrere al canale di ricerca online.

Consideriamo anche un altro aspetto, quello del Web marketing e della Profilazione ad opera delle grandi aziende che ottengono così dati precisi sui propri clienti e come continuare a vendere: il professionista competente sul territorio, può anche non basarsi sulla profilazione (che spesso richiede anche ampi budget e consapevolezza) per essere davvero efficace, il piccolo professionista locale CONOSCE il suo cliente ed il bisogno di profilarlo diventa minore. Quindi: Relazione (tendente alla comunicazione informale) minor distanza (pratica ed empatica) tra Piccolo Brand e Consumatore.

Nella SEO, qual è il tuo rapporto con il Tempo? 

Ma, insomma… ho imparato ad aspettare perché spesso e volentieri i segmenti di mercato dove scelgo di intervenire non sono sotto lo stretto presidio del motore di ricerca; questo può voler dire che arrivi con un nuovo progetto e rompi subito la quotidianitàsalendo in tempi brevi; ma può anche significare 40 giorni per vedersi cambiare un Titolo se non mesi (4-6-9) per raggiungere le prime pagine.

Ad esempio, fino a un annetto fa alcuni progetti volutamente abbandonati hanno ripreso a monetizzare anche senza l’ombra di alcun presidio lato SEO, questo su siti di nicchia locali ma qualitativi che avevano perso posizioni poi guadagnate nuovamente senza alcun intervento importante, per dirne una… Certo è che facendo dei piccoli interventi alla volta è più facile vederne i frutti ma non c’è mai nulla di assoluto. Anche per questo ho imparato da aspettare. Spesso noto che la tendenza di chi subisce dei cali è quella di fare numerosi piccoli interventi ed aspettarsi risultati in pochi giorni, cosa che puntualmente non avviene. Per questo gli interventi da piccoli e pochi diventano presto tantissimi, sperando in un risultato appena possibile, disperdendo invece qualsiasi cognizione su cosa ha avuto esito positivo o cosa invece non ha influito (o peggio, penalizzato) nel medio periodo. Spesso la SEO è anche attesa… e pazienza.

Come interpretare le oscillazioni di posizionamento in SERP?

Eh.. A volte cambia l’intento di ricerca di una query e a volte cambia il modo in cui il motore di ricerca interpreta gli intenti. Aspè, ti ricordo che sto parlando di siti di piccole imprese, che tendenzialmente non anno millemila pagine dove il crawler si perde e si affatica, dove se ti scordi di fare un redirect ti figliano vagonate di 404 e cavoli vari… parliamo di entità locali che hanno poche e semplici pagine, qualche landing finalizzata allo scopo di attrarre clienti, no? Quindi, a meno che tu non abbia il mega blog aziendale con annesse risorse da gestire e non fai grossi casini di tuo, lato tecnico presumiamo tu sia a posto.

Tornando alle oscillazioni in SERP, fondamentalmente dobbiamo metterci in testa che il motore di ricerca dispone di una quantità incommensurabile di informazioni e dati sulle persone, rispetto alla nostra percezione; sicuramente molta attenzione va posta verso quegli intenti informazionali tendenti al transazionale, ai quali rispondiamo con un contenuto misto ma che di fatto di transazionale ha ben poco. Secondo me quello è un terreno minato dal quale è bene tenere alla larga una PMI che non voglia fare quasi esclusivamente divulgazione anziché vendita.

Cosa voglio dire? Che secondo me bisogna guardare con più coerenza ai progetti che gestiamo e al contempo essere consapevoli di subìre i cambi di rotta arbitrari del motore di ricerca.

Quando vedi un sito brutto e vecchio in cima rispetto al tuo, cosa pensi?

Che ci piaccia o no, se abbiamo deciso di giocare la nostra partita nell’organico, dobbiamo sapere che a volte ci stupiremo per il giudizio arbitrario (a volte privo di senso) del motore di ricerca, senza star lì a menarsela troppo.

Semplicemente quando vedo un sito che fa cagare rispetto al mio (dopo essermi fatto un serio bagno di umiltà) considero la sua anzianità e quanto peso ha rispetto a come risponde agli utenti. Se reputo che il fattore authority c’entri poco penso che quel sito, per quanto sembri meno qualitativo, incarna meglio del mio le aspettative dell’utente; devo quindi proseguire nello studiare meglio l’intento di ricerca che si nasconde intorno alla SERP nella quale quel sito si posiziona (magari scopro che c’è di meglio in giro a livello di intenti, migliori per monetizzare) e poi decidere se quella pagina di ricerca è ancora in linea con gli obiettivi del progetto che sto seguendo; potrei rimboccarmi le maniche oppure cambiare SERP. Nel senso, se al momento in quel segmento c’è davvero robaccia, dovrei chiedermi quanto ha davvero senso perdere tempo nel volerci essere a tutti i costi, su quel canale.

Commenti

commenti

concorrenza online, SEO, serp