Seo per Professionisti e PMI: Content

Seo per Professionisti e PMI Content

Dalla mia esperienza, ho selezionato qualche domanda, ed ho risposto brevemente nell’intento di spiegare la mia SEO, quella per le Micro Imprese locali.

Tre appuntamenti previsti: Content, Mindset e Strategia. Oggi tocca al Content!

  1. Secondo te qual è la reale essenza dell’Usabilità?
  2. Da dove partire per costruire un contenuto di valore?
  3. Come capire se un contenuto è di qualità?
  4. Che ci dici sulla lunghezza ideale del contenuto?
  5. Perché la maggior parte dei siti di imprese sono invisibili?
  6. Quanto è utile copiare elementi da altri progetti? 

Secondo te qual è l’essenza della Usability?

Parlando squisitamente di progetti per piccole e medie imprese, semplicemente per me il frutto di una buona Usability consiste nell’accorciare il percorso tra l’utente e la soluzione al suo problema. Rendere le pagine non tanto navigabili facilmente ma dotate di elementi funzionali a mettere l’utente in contatto con l’interlocutore (o la funzione) che lo porterà più vicino possibile al suo obiettivo. Ah, tutto questo senza confondere o far perdere tempo all’utente con contenuti inutilmente informativi, presumendo che per monetizzare la PMI stia intercettando intenti prevalentemente transazionali.

L’Esempio Concreto

Se cerco “Riparazione Serratura a Roma” non sto cercando il manuale che mi spiega come fare da solo, perché ho un’urgenza di risolvere e la mia testa è già occupata nel pensare a come fare nel frattempo dato che dietro a questo bisogno può esserci il timore di restare fuori casa o ricevere visite inattese.

In quest’ottica voglio solo un professionista che venga a sistemare il tutto possibilmente senza attendere giorni e nel minor tempo possibile. Quindi l’usabilità sta nell’avere un bottone per chiamare, la foto di una persona reale che entrerà in casa mia e delle recensioni con stelline che mi convincano nella scelta “veloce” che sto per effettuare. Ripeto, non perderò tempo con il “manuale del bravo carpentiere fai da te”.

Da dove partire per costruire un contenuto di valore?

Il prerequisito è avere profonda conoscenza dell’argomento che si sta trattando, anziché improvvisarsi scrittori per qualcun altro. Detto questo, partire dai dubbi e dalle perplessità note per un certo tipo di pubblico, ascoltando online quali sono ulteriori nuovi sbocchi su possibili benefici da apportare ai problemi espressi dagli utenti, è un’ottima base per costruire un contenuto di valore, ricordando sempre che il contenuto non è solo testo ma anche immagini, video, tutorial, pulsanti e qualsiasi elemento funzionale ad accorciare il percorso che c’è tra un utente e la soluzione al suo problema (sempre li vado a parà).

L’Esempio Concreto

Ho dei clienti che offrono servizi nel campo delle Pratiche Amministrative e passavano decine di minuti al telefono, gratis, per spiegare ai loro clienti quali documenti servono per registrare un contratto di Locazione. Evidentemente, se questa scena si ripeteva tante volte, probabilmente i clienti non trovavano queste informazioni altrove, pur essendo necessarie all’evasione di alcune pratiche: dunque si è pensato bene di creare una guida dal doppio valore.

Una guida comprensibile per gli utenti data la materia complicata, che nel contempo facesse guadagnare tempo ai miei clienti che non erano più costretti a stare al telefono perdendo tempo. Ora la guida si posiziona online per la query “marca da bollo per registrazione contratto” (romadisbrigopratiche.it) che detto tra noi ce ne frega poco, ma che tendenzialmente ci toglie fuffa e nel contempo ci fa apprezzare dai clienti quando li dirottiamo, oltre al fatto che fa traffico..

Come capire se un contenuto è di qualità?

Va detto che la qualità di un contenuto è subordinata alla percezione di chi lo sta esaminando. Pertanto, se sono un professionista nel mio settore ma divulgo la mia materia con un linguaggio comunicativo professionale e tecnico, probabilmente mi sto rivolgendo ai colleghi piuttosto che ai clienti. Dunque, secondo i miei colleghi probabilmente il contenuto sarà di ottima qualità ma per il mio cliente risulterà perlopiù incomprensibile. Al contrario, se riuscirò a raccontare la mia materia, e più propriamente come essa viene incontro alla problematica espressa dai miei potenziali clienti (raccontando il tutto con linguaggio semplice e colloquiale), quel contenuto diverrà sicuramente molto qualitativo per il mio target.

L’Esempio Concreto

Io sono un informatico, per meglio dire un Problem Solver, conosco bene le problematiche che affliggono gran parte delle comuni operazioni che compiamo sui computer, in particolare sugli Apple. Per questo potrei creare senza difficolta, e di fatti l’ho fatto, delle guide tecniche di fixing. Ma a chi servirebbe? Sicuramente ai miei colleghi o all’utente avanzato, di per se smaliziato.

Se il mio intento è monetizzare vendendo servizi al pubblico che subisce i problemi informatici, il mio linguaggio deve cambiare, deve essere meno freddo e tecnico e deve saper spiegare ed identificare problemi e soluzioni con un linguaggio comprensibile. Questo io sono in grado di farlo con estrema facilità e questa facilità arriva al mio target che si converte. Se volete verificare andate su un progetto in costruzione “www.comeusareilmac.it”, troverete nel blog 4 articoli di esempio, se iniziate la lettura noterete come il linguaggio sia semplice per qualsiasi livello; se analizzate invece il sito dal punto di vista SEO noterete che il progetto è abbandonato ma gli articoli e la homepage si posizionano comunque, pur ammettendo di non aver scritto in ottica SEO.

Che ci dici sulla lunghezza ideale del contenuto?

La tendenza molto diffusa a voler trovare per forza un’applicazione tecnica a questa domanda, ci ha portato a volte a misurare il numero delle parole dei contenuti già posizionati online per fare un raffronto… a mio parere considerando sempre che il punto di vista sia quello di un esperto sull’argomento che sta trattando, la lunghezza ottimale di un contenuto è quella sufficiente e funzionale a far comprendere quella determinata cosa al lettore. Che siano poche righe o decine di paragrafi.

L’Esempio Concreto

A dirla tutta, in alcune pagine di certi siti che gestisco non c’è proprio contenuto, ne link building, al di fuori di quella interna. Ad esempio, un mio cliente che ripara aspirapolveri (www.assistenza-folletto.it), non spiega “come riparare un aspirapolvere” perché resta coerente con il search intent dell’utente (trovare un tecnico che ripara aspirapolveri) e dunque il contenuto è poco, non uno spiegone fai da te, finalizzato ad accompagnare la transizione: ci sono solo i punti di forza, le tempistiche, poco poco storytelling (ma poco poco eh..) orari, mappa e canali di contatto. Tutto qui.

Perché la maggior parte dei siti di imprese sono invisibili?

Molti siti Web di piccole e grandi aziende sono già presenti da anni nelle pagine del motore di ricerca, eppure questi non guadagnano attraverso il posizionamento organico. Perché? Semplicemente perché si propongono male, sparando nel mucchio e tutto questo lo fanno in modo totalmente autocelebrativo. Se correggessero la loro comunicazione iniziando a rivolgersi ad esempio sul medesimo piano del loro target di riferimento, in modo verticale e specifico senza fare i tuttologi, iniziando a raccontare cosa possono fare per risolvere i loro problemi attraverso l’erogazione dei servizi che offrono… questa domanda non sarebbe stata posta, almeno non in questi termini.

L’Esempio Concreto

Serve farne qualcuno? “Abbiamo i migliori prodotti sul Mercato” vs. “Ritiriamo a domicilio senza costi aggiuntivi e riconsegnato entro 48h, così puoi fare altro con il tuo tempo” il messaggio è questo. Far percepire al target che ti farai carico dei suoi problemi facendogli risparmiare tempo e risparmiandogli delle rotture, è già un’ottima partenza.

Quanto è utile copiare elementi da altri progetti?

Possiamo trarre molti spunti dall’analisi della concorrenza ma “copiare” è diverso. A mio parere un progetto online che funziona nel lungo periodo, si regge su delle solide basi intrinseche nelle caratteristiche del servizio e delle persone che vi lavorano dietro. La qualità di quella determinata piccola impresa ed il suo valore aggiunto, funzionano e basta. Quindi, non serve usare e copiare elementi strategici di altre aziende simili, sperando di ottenere i medesimi risultati, perché una strategia si veste su un’entità specificanon è un pattern che si può applicare ad aziende differenti. Possono certamente funzionare alcune leve, ma le strategie devono trovare applicazione nel modo in cui le aziende sono strutturate e di riflesso nel modo in cui il target selezionato è ricettivo ad accogliere l’offerta. Consideriamo anche che un errore piuttosto comune è quello di copiare format di altri concorrenti sul territorio nazionale o estero, ignorando invece che i business locali risentono molto della mentalità, delle dinamiche dei processi di conversione, fortemente influenzati dal territorio anche nel raggio di pochi KM di distanza. Un professionista Romano ed uno Milanese che fanno lo stesso lavoro, hanno problemi diversi per via del Clima, del Territorio, della Mentalità delle Persone… non tener conto di questo è un passo falso.

L’Esempio Concreto

Un tecnico di Padova, ha copiato interamente il mio sito di assistenza Tecnica Mac, non riflettendo sul fatto che i miei punti di forza sono il Servizio a Domicilio e le capacità di Problem Solving, non perché io sia figo ma perché in una città come Romaincasinata ed estesa, questo è un valore aggiunto. Provate a dare uno sguardo ai due siti (praticamente identici) “www.tecnicomacroma.it” e “www.tecnicomacpadova.it”, se lo analizzerete con dei tool, vi accorgerete come il volume di ricerca delle query posizionate sia completamente differente, probabilmente perché in quel territorio l’esigenza di un tecnico a domicilio non è avvertita, vuoi per la presenza di pochi ma ben saldi punti di riferimento di Assistenza sul territorio, vuoi per la dimensione più piccola del luogo, la minore densità di popolazione, la minor presenza di computer Mac nelle case dei Privati…

Mi sono spiegato? Non ce l’ho con il collega, anzi empatizzo… ma se lui provasse a fare uno studio della domanda sul territorio e a strutturarsi basandosi su punti di forza personali, specifici e poco replicabili, sicuramente otterrebbe risultati migliori.

Tra l’altro da un punto di vista prettamente SEO, copiare i contenuti è deleterio e Google non sempre è scemo; il tecnico Padovano, non sapendo nulla di SEO, ha replicato quindi una strategia che non solo non funziona ma può penalizzarlo.

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